La Corea del Nord apre un account su Twitter. La Corea del Sud prontamente lo oscura ai suoi cittadini.

Joint Security Area - Confine Coree

Il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, chiamato Panmunjom o J.S.P. (Joint Security Area), corre sul 38° Parallelo. Oggi la guerra ideologica e di propaganda si è allargata anche al Web. Un utilizzo insolito di un mezzo di condivisione, come i social network.

Il confine che divide le due Coree, il Trentottesimo parallelo o Demilitarized Zone (DMZ), è una minuscola striscia di terra, lunga circa 250 km e profonda appena quattro; non vi abita nessuno e solo un minuscolo villaggio di contadini nella parte nord diffonde ininterrottamente messaggi di propaganda con altoparlanti. Ho detto che non vi abita nessuno, ma è anche l’area del mondo più densamente popolata da militari. Nel ’53 fu firmato l’armistizio, che segnò la fine di una guerra che per tre anni vide fronteggiarsi da una parte l’Occidente e dall’altra il blocco comunista. I morti furono oltre 10 milioni di persone.

Oggi, a distanza di molti anni, le divisioni tra le due Coree continuano. Cambiano insomma i tempi, i mezzi, le tecnologie, ma non il regime dittatoriale, la propaganda e la censura.

L’account della Corea del Nord, aperto circa una settimana fa su Twitter, è stato prontamente bannato (bloccato) dallo stato della Corea del Sud. La Commissione per gli Standard di Comunicazione ha infatti stabilito che i tweet pubblicati contengano informazioni illegali, pertanto la scelta di bloccare l’account risponde alle leggi sulla sicurezza nazionale della Corea del Sud.

L’account tanto discusso è @Uriminzok (che si potrebbe tradurre in Il nostro popolo) ed in pochi giorni ha già più di 9.600 follower, 58 tweet ed a following segna zero. Pare che quasi tutti i tweet contengano messaggi contro la Corea del Sud e gli Stati Uniti d’America. Come se non bastasse, il regime nordcoreano è andato anche su YouTube (circa un mese fa), con le stesse finalità: propaganda, denigrazione del nemico ed esaltazione dei suoi valori. Di pochi minuti fa è l’arrivo anche su Facebook, così almeno potranno capire chi sono i loro “amici”!

Ad oggi, oltre l’account Twitter, la Corea del Sud ha già bloccato 64 siti web nord coreani o affiliati al regime.
Ripeto: cambiano i tempi, le tecnologie ed i mezzi utilizzati, ma l’uomo, ahimè, resta sempre quello.

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